Diario di Urška

4.8.2016

Urška e Jaka vi salutiamo

Ed è arrivato il giorno della mia ultima pubblicazione del blog per Mamme in dolce attesa Mg. Ammetto di aver passato un periodo bellissimo in vostra compagnia, molte volte i vostri consigli mi sono stati davvero d’aiuto e sono felice di aver creato insieme a voi questa splendida comunità di mamme, che condividono i loro pareri e le loro esperienze con rispetto e in maniera molto civile.

Avete potuto seguire la mia storia per quasi due anni: dal magico PIÙ del test, il parto, le prime contrazioni, i bocconcini deliziosi per arrivare ai primi passi del piccolo sole. Anche voi pensate che siamo diventate amiche virtuali? Spero davvero che i miei scritti vi siano piaciuti e che vi abbiano fatto ridere o che vi siate ritrovate in situazioni divertenti o meno, in pratica spero che il mio tesorino e io siamo riusciti a rendere ancora più divertenti le giornate, già di per sé spumeggianti, passate con i vostri tesorini.

Pian piano bisogna voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo nel libro della vita. Ho in mente un sacco di progetti. Da quando ho iniziato il  nuovo percorso professionale, fino ad allora un’incognita per me, ho lasciato il lavoro dopo il termine del congedo di maternità e ho iniziato lentamente a realizzare i miei sogni, sono felice di ogni giorno che arriva, delle sfide, le conoscenze e le esperienze nuove. Avrei ancora tanto da raccontarvi. Potete sempre seguirmi sul portale del mio blog. Oopsi.si o contattarmi senza alcun problema via mail o tramite inbox per qualsiasi consiglio che riguardi l’alimentazione sana in gravidanza o quella dei vostri piccoli golosoni.

Abbiate cura dei vostri piccoli tesorini e voi, mamme in dolce attesa, accarezzate i vostri splendidi pancioni e, semplicemente, coccolatevi!

Ci mancherete,

Urška e Jaka

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29.7.2016

Mamma troppo giovane?

Ogni individuo sa qual è il momento giusto per avere un bambino. Credo che in qualche maniera si senta dentro di sé quando si è pronti per diventare genitore e si inizia a pensare sempre più frequentemente a un nuovo capitolo della propria vita. Ieri, per caso, mentre parlavo con un’amica mi è venuta l’idea di mettere insieme un paio delle mie sensazioni e scriverle in un articolo. Come avrei reagito se fossi rimasta incinta a ventanni? Mi sarei potuta permettere di avere un figlio? Ce l’avrei fatta?

In pratica ho iniziato il percorso per diventare completamente indipendente solo sette anni fa. Andavo all’università e mi godevo la vita anche se non sono mai stata una gran festaiola. A ventanni non sentivo il desiderio di diventare mamma. Anzi, l’opposto...A tutti quelli che mi chiedevano quando avrei avuto un bebè rispondevo che sicuramente non prima dei 30 anni anche perché  la carriera deteneva per me sempre il primo posto.  Non fate mai progetti in anticipo visto che, come potete ben vedere, nel mio caso vale l’aforisma che si affoga nell’acqua che non si vuol bere. :)

È anche vero che ho preso la pillola fino all’età di 25 anni poiché Jonito e io non avevamo in progetto di avere un bambino e non ho mai pensato di poter appartenere a quell’1% delle donne che rimangono incinte anche prendendo la pillola. Visto che piace a entrambi andare sul sicuro e che non avevamo un lavoro fisso o un appartamento, non pensavamo affatto ad avere un figlio. Ma, e se fosse successo? Se fossi rimasta incinta anche prendendo la pillola? Oggi mi riesce difficile rispondere a queste domande. E se fosse davvero accaduto quando avevo 21 anni? Entrambi senza reddito regolare, appartamento, visione e futuro. Onestamente non so davvero cos’avrei fatto. Ho conosciuto un paio di casi del genere, oggi sono ottimi genitori di bambini felici, hanno lavori fissi e vite ben organizzate. Probabilmente avrei tenuto il bambino ma, senza l’aiuto dei genitori, non ce l’avrei sicuramente potuta fare.

Devo dire che sono contenta di aver aspettato a mettere su famiglia fino a quando non eravamo pronti entrambi. Tutto questo ha per me una magia particolare. Eravamo entrambi rilassati, tutto girava intorno all’esserino nel ventre mentre io spendevo e spandevo per tutto quello che mi sembrava essere necessario per il mio amato nanerottolo, in pratica (beh, ammetto di AVER

ESAGERATO- ma ne parlerò un’altra voltaJ) mi sono goduta ogni secondo della gravidanza. Penso che a ventanni non avrei potuto assaporare tutto questo, allora mi importava solo di acquistare pantaloni Miss Sixty o Killah.

Chiaramente ognuno è l’artefice della propria vita e prende le dovute decisioni ed è giusto che sia così. Se sentite che è arrivato il momento giusto per avere un bebè, per offrirgli tutto quello di cui ha bisogno  e se avete il partner giusto accanto a voi...allora sì, è il momento giusto. Care mammine, vi do la mia parola che saprete esattamente quando arrivano quelle farfalline ovvero quando una donna si rende conto di essere pronta per il più bel ruolo della sua vita – la maternità.

A che età siete diventate mamme?

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18.7.2016

A volte essere mamma è proprio faticoso

Dopo avere passato la solita domenica, non vedevo l’ora di mettere a dormire il nostro piccolo mostro :) Odio le giornate nebbiose che influiscono anche su di noi – in modo negativo ovviamente. ;) Sebbene Jaka si sia svegliato già alle 13, è rimasto vispo fino alle 22. Ho l’impressione che a volte ha voglia di provare la mia pazienza… Verso le 20 ci rigiravamo nel letto, e non ho proprio intenzione di parlarvi di quanto mi facesse male tutto per via dell’allattamento. Poco dopo le 22 è crollato del tutto. Ho notato che ha iniziato a tirare su col naso in maniera strana e a tossire forte, per questo motivo si è svegliato dopo mezz’ora di sonno profondo.

Subito dopo si è messo a piangere sconsolatamente e non riuscivo a tranquillizzarlo – non sono stati d’aiuto né le coccole, né la poppata e nemmeno i giocattoli. “Jonito, tu cosa pensi che sia? Cosa facciamo?” Ovviamente, proprio come me, non sapeva la risposta. Non so se esista dolore più grande di quello di osservare impotente il tuo bebè che piange a dirotto. Comunque anch’io ero esausta, il lavoro che avrei dovuto fare in ufficio quel giorno, l’ho dovuto, nuovamente, rinviare al giorno dopo.

È da tanto che non ho passato una nottata così in bianco. Svegliarsi ogni ora, il pianto e le grida infinite di Jaka, il rigirarsi nel letto… Dove sono adesso quelle giornate quando me la prendevo perché Jaka si svegliava ogni tre ore. Vedendoci adesso, quel periodo mi sembra un vero lusso. Sebbene non sia una fan dei farmaci, ho provato con uno sciroppino calmante, ma non ha aiutato perché Jaka, preso dall’ira,  ha sbattuto il cucchiaino profumante di fragole per terra. E ovviamente lo sciroppo mi ha sporcato il pigiama NUOVO. Grazie Jaka! Non mi rimaneva altro da fare che sopravvivere alla nottata e portare Jaka dal dottore il giorno seguente? Ovviamente sì.

Ovviamente…la mattina subito, appena sveglia, ho chiamato il pediatra, ma la segreteria automatica mi ha comunicato che lavoravano di pomeriggio. Il piccolo è stato insopportabile tutta la mattina. Ha pianto, si impuntava, lacrime di coccodrillo, non gli andava bene niente, né le coccole, né i cartoni e nemmeno il gioco, una passeggiata o una poppata – un BEL NIENTE! Se ieri ero esausta, oggi non vedo altro che il lettoooo!!! E per quanto riguarda il lavoro che già ieri avevo rinviato a oggi, è rimasto intatto sulla scrivania anche oggi. Mi verrebbe voglia di andare al negozio per prendermi mezzo litro di Red Bull, ma poi ripensandoci non voglio assuefarmici. Non so se vi ho mai menzionato che un tempo bevevo tantissime bevande energizzanti. Ebbene sì…

Intorno alle 11 ho notato che Jaka aveva gli occhi arrossati e che dal nasino gli pendeva una gocciolina. Gli ho chiesto: “Jaka, piccolo amore mio, andiamo a nanna? Guarda quanto sei stanco…” Riuscita!!! Dopo pochissimi minuti si è addormentato e sono riuscita anche a tagliargli le unghiette. Mi sono messa subito a lavorare, ma dopo pochi minuti ho sentito un “Mammmaaa” arrivare dalla cameretta. Sono corsa subito in camera dove ho visto mio figlio bello vispo, con due occhi vivaci e pieno di energia. E mi sono detta: “Ma ti sei bevuto tu quel mezzo litro di Red Bull?” Purtroppo la pace non è durata a lungo, di nuovo pianto, urla, spinte con le mani perché non voleva stare in braccio e strilli se lo volevo mettere per terra. Ammetto che in momenti come questi perdo la pazienza e mi verrebbe voglia di gridare ma mi trattengo perché so che in questo modo non concluderei nulla. Avevo preso appuntamento dal pediatra per l’una visto che la tosse non si era calmata e nemmeno il pianto. Saranno le orecchie, la gola, qualcos’altro??

Sono molto stanca. A mala pena riesco a tenere aperti gli occhi. A momenti non ce la faccio più. Come posso farcela?... ho messo Jaka nel seggiolino da auto ma, con calci e urla, mi ha mostrato che non gli andava bene: “Jaka non c’è altro modo…dobbiamo andare dal medico, lo sai vero?” Non vi dico cosa non è accaduto dal medico, avranno sicuramente avuto l’impressione di operare Jaka  di appendicite senza narcosi! Da quando ha avuto una brutta esperienza l’ultima volta che è stato dal dottore, ha sempre paura di ritornarci e inizia a piangere.

Niente di terribile…ha solo la gola un po’ gonfia, gli hanno prescritto delle gocce e uno sciroppo, in un paio di giorni tutto si calmerà. Mega, allora ce la faremo. Una volta ritornati a casa, provo nuovamente a farlo addormentare, ma senza successo. “Ba! Ba!” e si toglie in maniera aggressiva dalla tetta, a me verrebbe da gridare dal dolore e dalla rabbia, ma mi trattengo anche questa volta. Sorride, e con un dito indica una mosca vicino alla finestra ed esce dal lettino. Mi ha salvato la telefonata di mia madre che mi ha detto: “Se vuoi ci sto attenta io a Jaka.” Se voglioooo?!?!? Sicuramente sapete la mia risposta. A volte mi domando dove trova tutta l’energia e la voglia. È sempre pronta ad aiutarmi. Spero che un giorno potrò renderle tutti questi favori. Cara mamma, sei la migliore mamma del mondo, lo sai, vero?

Arrivando a casa nostra, mamma mi ha regalato due ore tutte per me, che però, ovviamente, ho sfruttato per il lavoro invece di prendermele per riposarmi un po’. quando il piccolo è rientrato da una passeggiata con mia madre, la giornata non è finita lì. Jonito durante il sonnellino gli ha preparato una “sauna” per potergli pulire il nasino. Si è addormentato dopo pochi istanti. Nel frattempo mi sono coricata per mezz’ora, e già pensavo di potermi godere la serata in pace, quando dalla cameretta si è risentito un urlo: “Mammmaaaa”, e il pianto è rimbombato di nuovo verso la sala. E così la storia si è ripetuta.

Sì, manca poco che io scoppi, ma sapete cosa? So esattamente che quando quei piccoli occhiolini tondi marroni mi guarderanno fuori dal lettino e quando quelle piccole manine mi saluteranno, mi dimenticherò subito di quelle urla e di quel pianto. Tutto ciò fa parte del gioco. Alla fin fine, sono felice di essere madre!

 

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21.6.2016

Condizione fisica dopo il parto

Uhmmm, qualcuna pensa di non avere una buona condizione fisica a un anno dal parto? Io sono decisamente una di queste...

Il primo anno dopo il parto, vi ho informato ogni mese su com’è il corpo della mamma, l’umore, la situazione della pelle e sugli altri cambiamenti che la nascita di un bebè comporta.

Sono già passati 15 mesi da quando ho partorito e di giorno in giorno mi sento sempre peggio nella mia pelle. È anche vero che ultimamente non sto facendo niente per me e sì, mi lamento (di nuovo) senza senso.J Beh, posso vantarmi di aver fatto esercizio, nel frattempo, con il programma Focus T25 per ben due settimane e di avere, per un po’ tempo, seguito un’alimentazione eccezionalmente sana ( eliminando i carboidrati cattivi, incluso lo zucchero), beh, quando siamo andati al mare tutto è andato a farsi benedire. Un classico! Sempre la solita storia. :)

Ho sempre 2-3 chili in più di prima della gravidanza. Ma, stranamente, non ne faccio un problema. Per dirla in parole povere non me ne frega un bel niente della ciccia intorno alla pancia, delle maniglie dell’amore che spuntano fuori se indosso pantaloni troppo stretti, dei seni che di giorno in giorno assomigliano sempre più a due fichi secchi. Sono felice anche se non sono perfetta ma vorrei fare qualcosa per me, per sentirmi meglio ed essere di nuovo piena di energia.

Non so voi, ma per me sono cambiate tantissime cose. Da quando ho partorito, la frutta non mi attira in nessuna maniera. Devo obbligarmi a mangiarla. Per non parlare dell’acqua. Un tempo ero in grado di berne fino a tre litri al giorno, oggi sì e no riesco a ingurgitarne mezzo litro. Roba da matti, che cambiamento! Penso che queste nuove abitudini non portino ad avere uno stile di vita sano, perciò dovrò fare al più presto  qualcosa in questo senso. Ho già deciso...no, non mi farò più problemi per via del peso. Non mi creerò troppi problemi su quello che devo o non devo mangiare. Proverò a fare esercizio fisico per almeno mezzora al giorno, mi obbligherò a bere almeno due litri di acqua ogni giorno e mi concederò frutta fresca sia per la merenda mattutina che quella pomeridiana.

L’estateee sta arrivando e, sebbene a dicembre avessi detto che quest’anno avrei finalmente indossato il costume senza problemi, anche questa volta non succederà. In realtà, l’anno scorso, a soli tre mesi dal parto, mi sentivo molto meglio di come mi sento oggi. Forse perché continuavo a tranquillizzarmi dicendo: “Ma, Urška, hai appena partorito, sei perdonata...” Beh, adesso sono nella situazione in cui sono, vero? :)

Qualcuna di voi ha dovuto affrontare “problemi” simili?

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14.6.2016

Cosa succede veramente nel corpo della donna dopo il parto?

Il mio compagno si arrabbia sempre con me se racconto a qualche mamma in dolce attesa la verità sul mio parto. Non vedo perché dovrei mentire e dire che non fa un male del diavolo o che il giorno dopo il parto va tutto bene o che il dolore viene subito dimenticato. Sono sicura che alcune mamme hanno un bellissimo ricordo del loro parto ma la mia esperienza è stata tutto meno che bella. Devo ammettere che, come mamma in dolce attesa, sarei stata incredibilmente grata se avessi ricevuto qualche consiglio e più che altro sentito qualche esperienza reale, probabilmente, in questo modo sarei stata leggermente più preparata all’evento di come ero in realtà.

Ero terrorizzata dal taglio del perineo. Il solo pensiero che qualcuno con uno scalpello potesse rovistare là sotto mi faceva ghiacciare il sangue nelle vene. Visto che il mio era un parto complicato e che jaka era bloccato nel canale del parto, hanno dovuto utilizzare la ventosa e, di conseguenza, eseguire il taglio del perineo. Care future mamme, il taglio di per sé non lo sentirete. Vi posso giurare che è il male minore di quello che vi aspetta il giorno dopo il parto...Ho sentito un forte dolore mentre mi davano i punti, posso dire di aver sentito ogni volta che il ginecologo tirava un punto.

In pratica niente di piacevole. Il “più bello” ovviamente inizia il giorno dopo il parto. Preparatevi ad avere la parti basse gonfie e per niente sexy. È consigliabile che il vostro caro vi porti in clinica una specie di salvagente gonfiabile che potrete usare poi  d’estate al mare. ďż˝ Mi sedevo con molta difficoltà e avevo il sedere pieno di lividi (non sto scherzando!). Ho usato una crema analgesiaca. che è sicuramente uno dei rimedi  CHE NON  SI PUÒ NON AVERE nel beauty case quando si va alla clinica ostetrica. Ho avuto anche la sfortuna che i punti, dopo sei settimane dal parto (quando si va a fare la prima visita di controllo), non si sono riassorbiti e me li ha dovuti togliere la ginecologa.

Seni. Ero convinta che Joni, in segreto, avesse ordinato al dr. Fabjan di sistemarmi anche i seni mentre dormivo dolcemente (ero in coma). Un tempo riuscivo a mettere le mie due “amichette” in una seconda piccola, dopo il parto, uauhhh andavano bene per una quarta! ďż˝ I seni vi faranno male, saranno gonfi e forse anche insanguinati....Ma, vale la pena soffrire, davvero!!! Una doccia calda e un massaggio alleviano il dolore. Proverete sollievo utilizzando le compresse calmanti Bébé Comfort. Si sono dimostrate MEGA nel mio caso! Ho deciso finalmente di toccare un tema ancora più doloroso e spiacevole di cui non ho ancora parlato. Le emorroidi. Sì, moltissime mamme in dolce attesa e neo mamme ne soffrono anche se, purtroppo, non se ne parla mai – e si dovrebbe! Penso che siano il ricordo del parto più doloroso che mi sia rimasto. È stato terribile, veramente terribile! Potete utilizzare pomate o salviette che alleviano leggermente l’intera situazione.

Questa è la mia esperienza... beh, non è proprio fiabesca ma ho ricevuto il più bel regalo possibile per il quale è valsa la pena soffrire...

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