Allattamento

Allattamento

Dopo il parto l’organismo della mamma è pronto a soddisfare le necessità primarie del neonato, ma anche il piccolo è provvisto di riflessi e sensi che gli consentono di trovare il capezzolo materno e iniziare a poppare. Questa prima poppata è importante, sebbene non indispensabile, per avviare l’allattamento. Se la mamma e il neonato sono separati dopo il parto, si può iniziare ad allattare, con qualche sforzo in più, anche in un secondo momento.

Come iniziare

Attaccare il neonato al seno per la prima volta può essere molto frustrante per le neomamme. Da una parte tutti dicono che l’allattamento è naturale e semplice, dall’altra il piccolo non riesce ad afferrare il capezzolo. Non esitare a chiedere aiuto quando sei ancora in ospedale. La cosa più importante è rilassarti e pensare che nei primi giorni il piccolo beve soprattutto il colostro, il primo latte, che pur non essendo molto, è pieno di anticorpi, che proteggono il piccolo quando viene al mondo. Il piccolo, inoltre, si approvvigiona di sostanze nutrienti già nell’utero, quindi è del tutto normale che nei primi giorni il neonato perda peso, dato che consuma parecchia energia dalle sue riserve. Un bambino che poppa volentieri e vuole stare tutto il tempo al seno stimolerà presto la montata lattea.

C’è abbastanza latte?

Alcuni giorni dopo il parto probabilmente sentirai venire la montata lattea. Si tratta di un periodo transitorio, quando alla maggioranza delle mamme i seni si inturgidiscono al punto di provocare fuoriuscite di latte senza alcuna stimolazione del lattante. Ciononostante potrà sembrarti che il bambino ancora non riceva abbastanza latte, ma le preoccupazioni sono di solito infondate. Il bebè cerca il tuo seno non solo per nutrirsi, ma anche per consolarsi e trovare conforto. Se i pannolini sono bagnati e le feci morbide, è probabilmente ben nutrito.

Circa una settima dopo la montata ti potrà sembrare che il latte sia venuto a mancare. Il funzionamento delle mammelle si adeguerà infatti alla richiesta del lattante e probabilmente non ci saranno più eccessivi inturgidimenti, fuoriuscite o simili segni della produzione di latte. Non preoccuparti, questo significa che voi due vi siete sintonizzati. Non interpretare scorrettamente nemmeno le poppate brevi – significano solo che tuo figlio sta diventando sempre più forte e succhia più latte in meno tempo.

Dolore al seno e ai capezzoli

L’allattamento non deve essere doloroso. Chiedi già in ospedale che ti insegnino come far attaccare il neonato. L’allattamento è infatti indolore solo se l’attaccamento viene eseguito correttamente. Il lattante deve coprire con la bocca non solo il capezzolo, ma anche gran parte dell’areola. In questo modo il piccolo si sazia, mentre i tuoi capezzoli non presentano ragadi e non diventano doloranti. Stai attenta anche a cambiare seno durante la poppata. Quando ne svuota uno e si stacca, offrigli l’altro. È inoltre opportuno cambiare le posizioni di allattamento per prevenire che la pressione sia sempre sugli stessi punti.

Se nonostante questo i capezzoli sono screpolati e doloranti, puoi aiutarti con dei paracapezzoli, lasciando il seno scoperto il più possibile affinché i capezzoli prendano aria e guariscano in fretta. Se il dolore non è insopportabile, non interrompere l’allattamento al seno, in caso contrario pompa il latte ogni tre ore e allatta il piccolo con il biberon. In questo modo la produzione di latte sarà sufficiente quando inizierai di nuovo ad allattare al seno.

Seno troppo turgido

Se hai già la montata lattea, ma il neonato non svuota il seno con sufficiente efficacia e frequenza, possono presentarsi dei problemi. Se il seno è duro e teso e non viene svuotato abbastanza durante la poppata, puoi estrarre parte del latte, ma solo quanto basta ad allentare la tensione. Tirando troppo latte, infatti, si stimola la sua produzione, aggravando il problema. Se il seno è molto teso è possibile anche che il bambino non si attacchi bene e che quindi la suzione sia disturbata. Anche in questo caso, prima di iniziare l’allattamento, spremi un po’ di latte.

Se avverti un nodulo nel seno, prova a massaggiarlo, a metterci un impacco caldo o a fare una doccia calda appena prima della poppata. Questo di solito libera il flusso del latte e facilita al piccolo lo svuotamento del seno. In caso contrario prova di nuovo con la spremitura manuale. Se il nodulo persiste e hai la febbre alta, hai probabilmente sviluppato la mastite. Rivolgiti immediatamente al medico perché devi essere curata. Se sei abbastanza forte da poter continuare l’allattamento, si consiglia di non interromperlo.

Se decidi di non allattare al seno

Prima di partorire, o anche dopo – può darsi che si presentino delle circostanze particolari – deciderai tu come madre se, e per quanto tempo, vuoi allattare il tuo bambino o meno. Forse non puoi allattare per ragioni di salute. Parla della tua decisione con il tuo compagno e ricordati che non sei tenuta a dare scuse o spiegazioni a nessuno. I bambini si sviluppano altrettanto bene nutrendosi del latte artificiale per l’infanzia, la cui composizione cerca di riprodurre nel migliore dei modi il latte materno. Anche quando allatti con il biberon puoi parlare con il tuo piccolo e sviluppare il vostro legame, e per di più l’alimentazione artificiale offre questa possibilità anche al papà. Fin dall’inizio i genitori possono dividersi in tutto la cura del neonato e il papà stabilisce più facilmente un contatto genuino con il bambino. La mamma può riposare meglio la notte, dato che anche il papà può sbrigare qualche poppata. Questo regime ti consente inoltre di essere più indipendente e magari concederti una passeggiata in solitudine o incontrarti con le amiche.

Tuttavia la gravidanza e il parto hanno dato via a dei processi che stimolano la produzione di latte nel tuo organismo. Se il bambino non svuota i seni, il latte forma un ingorgo e i seni possono diventare turgidi e dolenti. Si possono verificare anche perdite di latte. Se desideri fermare questa produzione, non spremere i seni. Ricorri invece agli impacchi freddi. Se il dolore è troppo forte, rivolgiti al tuo medico che ti potrà prescrivere delle medicine per alleviarlo.